Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. [ * ]
Pallina, tu vieni appena sopra Ikea
Allora, Pallina, nella mia lista delle cose importanti, al primo posto c’è tuo papà, poi tu, e poi Ikea. Ma Ikea sta appena appena sotto di te, nè.
Oggi, per la mia uscita settimanale, che manco in un carcere, finalmente vado da Ikea e inizio a comprare qualche robina per te: il fasciatoio, l’asciugamanino con il cappuccio, i bavaglini, il coprimaterasso che ci proteggerà dalle tue pisciatine, ecc…
Ecco, oggi, mentre siamo da Ikea, inizia a fonderti in quel misticismo: ascolta il fruscio delle borse gialle, inspira il profumo dei mobili di legno grezzo e delle tortine di marzapane, godi del tintinnìo dei piatti e del miracolo colorato dei tessuti… Perchè tutto questo, anche se non lo sai, è già nel tuo dna, e sarà ciò che per anni vedrai intorno a te, per casa, mentre batti capocciate contro una libreria Billy o ti arrampichi su una sedia Nick.
Non è tremendamente rassicurante che ogni oggetto, ogni mobile e ogni complemento abbia un nome? Tutto questo ci fa sentire meno soli, a una cifra modica, offrendoci un bel design, e anche un gradito sconto del 15% con l’Ikea card.
Il loop dell’insonnia
Uffa, di nuovo sveglia nel cuore della notte.
Un po’ forse pago l’estrema agitazione della giornata, passata a sentire la vicina picchiata dal marito, cercando di fare qualcosa che tanto non si può mai fare, se poi le donne tacciono quando è il momento di parlare.
Te lo dico, Pallina, perchè ti proibirò con tutte le forze, quando sarai donna, di farti pestare e maltrattare da un uomo. Tu non sarai uno di quei casi di cronaca in cui i genitori, in una stupida e insensata dietrologia, dicono: Sapevamo, ma non pensavamo fosse così grave (testuali parole sentite al tiggì).
Io non penso di essere una persona capace di uccidere. Ma ti giuro, piccolina, che se mai sulla tua strada si mettesse un uomo di tal fatta, ti porterei via, lontano. Farei le valigie, venderei la casa, e ti farei ricominciare altrove una nuova vita.
Non bisogna mai aver paura di combattere per la propria felicità e per la propria libertà: ci spettano, sono un nostro diritto, e dobbiamo averle. Sempre senza nuocere agli altri.
Ricordati anche, però, Pallina, quello che spesso dice tuo padre: che non possiamo farci carico di tutti i problemi del mondo. Spesso non potrai aiutare chi non vuole essere aiutato, anche se lo vorrai con tutte le tue forze. E in questo caso, sarà ingiusto sprecare le tue energie per chi non è pronto a liberarsi dalla propria schiavitù.
Questo ricordatelo, perchè le femmine di solito hanno questa inclinazione verso le cause perse, facendosi vincere dalla sindrome della crocerossina, che alla lunga toglie loro passione, speranza e gioia di vivere.
Una delle frasi più importanti che dovrai imparare a urlare, dentro di te, quando sarai abbastanza grande da capirne il significato profondo, sarà: Mavaffanculo!
Mavaffanculo al mondo, alla tristezza, ai problemi. Sarà la frase della svolta, credimi. Lo slancio di partenza verso la seconda fase della tua vita: l’adultità.
E se ogni tanto ti capiterà una notte di insonnia, non amareggiarti. Essere toccate dagli altri non è sempre un martirio: è anche un modo per sentirsi vivi, per imparare e per crescere. Non averne mai paura: contagiarsi con le storie degli altri, ti renderà umana. E l’umanità è sempre un dono, se poi la condividi.
Il dono di crescere
Stamattina ho letto questo post, che ho trovato bellissimo, e merita di essere linkato, perchè spesso leggo che per una mamma sembra essere difficile veder crescere il proprio bambino e insegnargli a staccarsi e diventare autonomo, ma secondo me è il regalo più bello che gli si possa fare.
http://peramelia.splinder.com/post/13287680/Ancora+sui+figli
Eccone uno stralcio:
È vero, tu sei ancora piccola. Ma hai già fatto alcuni piccoli passi avanti che per me sono progressi, per altre sono tragedie.
Ma ti rendi conto di quanto è più bello godere del primo giorno d’asilo senza lacrime (seguito da molti altri, sempre di più) invece che arrovellarsi perché adesso la mia bambina non sente più la mia mancanza?
Ma t’immagini come sarò emozionata il giorno in cui partirai per la tua prima gita da sola? O ti chiuderai in camera per chiamare il tuo primo filarino? T’immagini la liberazione di non doverti scarrozzare ovunque, perché avrai la patente e litigheremo per chi tiene la macchina il sabato sera?
A dirti il vero, non vedo l’ora di poter smettere di educarti - guidarti - rimbrottarti e godermi te come persona, nel senso più completo del termine.
Camminare con le proprie gambe
Ultima pastiglia di progesterone, stasera.
Da domani impareremo a camminare con le nostre gambe, a cavarcela da soli. Il mio corpo ti darà ciò che possiede, e tu imparerai a prendere ciò che ti serve.
Ricordalo anche dopo, quando sarai grande. Prendi sempre quello che ti spetta. Non limitarti alla sopravvivenza: esercita l’autocoscienza e punta direttamente alla vita.