Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. [ * ]
Una lettera per te, “rubata” dal PC del tuo papà. Capisci perchè lo amo?
Chissà quanto tempo dovrà passare fino a quando potrai leggere e apprezzare o disprezzare quello che scriveva tuo padre.
Chissà quanto saranno diluite le sensazioni che sto provando, ora così forti, ma che sembreranno sbiadite come le cartoline scritte a stilografica che si trovano nei banchetti di robe usate.
Tra discorsi di adolescenti ridacchierete a leggere le parole dei blog morti come io leggevo i retro delle foto nella scatola delle scarpe dei miei.
Ti metterai forse di nascosto le mie magliette nere consumate, i miei pantaloni taglia 44 che non mi vanno più da quindici anni, leggerai i bigliettini e le lettere che conservo nella scatola dei ricordi, cercherai di costruire i legami di storie che non ricordo più neanche io.
ti proverai gli anelli e i braccialetti cercando di percepire le storie che stanno dietro.
Cercherai di ascoltare le canzoni dei miei cd per provare a immaginare come si stava quando non esistevano ancora gli sms.
Tornerai a casa una sera cercando di mascherare che hai bevuto per la prima volta e io farò finta di non accorgermene.
Fingerò di adattarmi ai miei panni da vecchio, perchè un padre è comunque sempre padre. Farò finta di non capire il tuo slang, non mi andranno bene quelli con cui cercherai di uscire, giudicherò la tua musica brutta rispetto all’arte che si produceva ai miei tempi.
Mi incazzerò la prima volta che vorrai dormire fuori, qualche sera me ne starò moderatamente sbronzo da solo nel mio angolo del pc a vedere la tua ingenuità e i dolori dei primi amori, e magari ne scriverò qualcosa guardandomi bene dal fartelo leggere.
Non ho motivi di pensare che sarò un padre migliore o peggiore di tanti altri che ci sono e ci sono stati. Spero solo che tu possa un giorno percepire il mio amore, che ho rimandato e ricercato, che non ho voluto buttare via, che ho conservato e coltivato, che ho cercato di ripulire dalle schifezze che ho dovuto schivare, che ho cercato sempre di tenere a galla qualunque fosse la pozza in cui mi trovavo, che non ha mai conosciuto una felicità maggiore di quando io e tua madre abbiamo deciso che era troppo per essere avidi e tenerlo tutto per noi.
“There are many things that I would
Like to say to you
I don’t know how
Because maybe
You’re gonna be the one who saves me ?
And after all
You’re my wonderwall”
Siamo in tre!
Stamattina anche Nex ha sentito il bambino muoversi, evviva!
Era già da un po’ che provava a mettere la mano sulla pancia, ma il bimbo era dispettoso e si fermava, o forse era troppo piccolo per essere avvertito.
Stamattina, sul lettone, mi sono avvinghiata a Nex a mò di panda, e gli ho appoggiato la pancia sulla coscia: e TUNC, lo ha sentito! E poi di nuovo.
Abbiamo riso come due scemi. Che felicità.
Siamo finalmente in tre!
Famiglia
In questi giorni ho notato una cosa bellissima… MrPeemp simuove tanto di più la sera, appena rientra Nex. Quando lui parla, e magari mi racconta del lavoro, MrPeemp non sta fermo un attimo.
Secondo me ha capito che quella voce è del suo papà.
Nex si mette sempre con la faccia sulla mia pancia, e gli canticchia: - Ciaooo, sono il tuo papinooooo 