Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. [ * ]

Il nostro matrimonio (12/10/2007)

Ieri, quando abbiamo scritto la nostra frase sul libro degli sposi, abbiamo firmato anche per te. E tu sei stata lì con noi per tutto il tempo, nella mia pancia, muovendoti come fai tutti i giorni, e cercando la mia mano per rilassarti, rimetterti dritta e stare in ascolto.

Mentirei se ti dicessi che ci siamo sposati solo per te. E’ vero, noi ci siamo sposati anche per te. Ma ci siamo sposati principalmente perchè ci amiamo, e ci amiamo davvero.
Forse sarà un po’ difficile, per te, quando nascerai, capire che non sarai il canalizzatore di tutto il nostro amore, perchè, come ti dico sempre,  entri a far parte di una famiglia che esiste già, e che fino ad ora si è completata, e che non ha ruotato attorno a te, e forse non ruoterà attorno a te nemmeno in futuro.

Noi ti abbiamo voluta. Ti abbiamo desiderata.
E ti abbiamo cercata non perchè tu ci fossi necessaria, nè per alimentare il nostro amore. Ti abbiamo voluta per aggiungere amore all’amore già esistente.
Ti abbiamo voluta per regalarti un pezzo delle nostre esistenze, ma non l’equilibrio delle nostre vite.

Per questo ti prometto che non sentirai mai il peso di essere venuta al mondo per salvarci, o per completarci, o per riunirci… perchè noi eravamo già salvi, già completi, già uniti.
Ma volevamo te, proprio te, Piccolina,  per tramandare  questa felicità, per  fare in modo che  si espandesse  nel mondo,  per regalare ad un altro essere umano  la stessa  felicità di cui è fatta la nostra vita.

Di contrazioni e confetti

Negli ultimi giorni ho sofferto parecchio per le contrazioni: qualcuno mi dice siano normali contrazioni preparatorie, qualcun altro mi dice che non è normale avere le contrazioni… e io imparo a fregarmene allegramente e rispondo sempre “sì, sì” e così mi esercito per quando sarà nata la bambina e tutti mi daranno consigli non richiesti.

Il fatto è che io non lo so come sono le contrazioni. Cioè, non avendo mai partorito, che ne so come sono le contrazioni preparatorie e quelle da parto?
Boh, immagino che, nel momento in cui inizierà il parto, me ne accorgerò :)

Nel frattempo ho preparato qualche confetto per il matrimonio: abbiamo fatto davvero gli anticonformisti, a sto giro, e ci siamo sentiti in colpa per aver privato le famiglie di ogni vero festeggiamento. E così siamo corsi ai ripari comprando il materiale per fare i sacchettini (solo che poi mi sono fatta prendere e pure quelli rappresentano il nostro anticonformismo :) )

E così venerdì mi sposo. O meglio, io e Dafne ci sposiamo.
Mi sembra così strano diventare madre e moglie così in fretta… proprio io che all’asilo dicevo sempre che da grande volevo fare la “ragazza madre”.

In ogni caso, Dafne - adesso mi rivolgo a te -, ti prometto che non sarai obbligata ad essere anticonformista come mamma e papà: se vorrai un vestito da meringa, il bouquet e le bomboniere, prometto che ti aiuteremo ad organizzare tutto.

Il loop dell’insonnia

Uffa, di nuovo sveglia nel cuore della notte.
Un po’ forse pago l’estrema agitazione della giornata, passata a sentire la vicina picchiata dal marito, cercando di fare qualcosa che tanto non si può mai fare, se poi le donne tacciono quando è il momento di parlare.
Te lo dico, Pallina, perchè ti proibirò con tutte le forze, quando sarai donna, di farti pestare e maltrattare da un uomo. Tu non sarai uno di quei casi di cronaca in cui i genitori, in una stupida e insensata dietrologia, dicono: Sapevamo, ma non pensavamo fosse così grave (testuali parole sentite al tiggì).

Io non penso di essere una persona capace di uccidere. Ma ti giuro, piccolina, che se mai sulla tua strada si mettesse un uomo di tal fatta, ti porterei via, lontano. Farei le valigie, venderei la casa, e ti farei ricominciare altrove una nuova vita.
Non bisogna mai aver paura di combattere per la propria felicità e per la propria libertà: ci spettano, sono un nostro diritto, e dobbiamo averle. Sempre senza nuocere agli altri.

Ricordati anche, però, Pallina, quello che spesso dice tuo padre: che non possiamo farci carico di tutti i problemi del mondo. Spesso non potrai aiutare chi non vuole essere aiutato, anche se lo vorrai con tutte le tue forze. E in questo caso, sarà ingiusto sprecare le tue energie per chi non è pronto a liberarsi dalla propria schiavitù.
Questo ricordatelo, perchè le femmine di solito hanno questa inclinazione verso le cause perse, facendosi vincere dalla sindrome della crocerossina, che alla lunga toglie loro passione, speranza e gioia di vivere.

Una delle frasi più importanti che dovrai imparare a urlare, dentro di te, quando sarai abbastanza grande da capirne il significato profondo, sarà: Mavaffanculo!
Mavaffanculo al mondo, alla tristezza, ai problemi. Sarà la frase della svolta, credimi. Lo slancio di partenza verso la seconda fase della tua vita: l’adultità.

E se ogni tanto ti capiterà una notte di insonnia, non amareggiarti. Essere toccate dagli altri non è sempre un martirio: è anche un modo per sentirsi vivi, per imparare e per crescere. Non averne mai paura: contagiarsi con le storie degli altri, ti renderà umana. E l’umanità è sempre un dono, se poi la condividi.

Il dono di crescere

Stamattina ho letto questo post, che ho trovato bellissimo, e merita di essere linkato, perchè spesso leggo che per una mamma sembra essere difficile veder crescere il proprio bambino e insegnargli a staccarsi e diventare autonomo, ma secondo me è il regalo più bello che gli si possa fare.
http://peramelia.splinder.com/post/13287680/Ancora+sui+figli

Eccone uno stralcio:
È vero, tu sei ancora piccola. Ma hai già fatto alcuni piccoli passi avanti che per me sono progressi, per altre sono tragedie.
Ma ti rendi conto di quanto è più bello godere del primo giorno d’asilo senza lacrime (seguito da molti altri, sempre di più) invece che arrovellarsi perché adesso la mia bambina non sente più la mia mancanza?
Ma t’immagini come sarò emozionata il giorno in cui partirai per la tua prima gita da sola? O ti chiuderai in camera per chiamare il tuo primo filarino? T’immagini la liberazione di non doverti scarrozzare ovunque, perché avrai la patente e litigheremo per chi tiene la macchina il sabato sera?
A dirti il vero, non vedo l’ora di poter smettere di educarti - guidarti - rimbrottarti e godermi te come persona, nel senso più completo del termine.

Di mortadelle e palline

Sveglie entrambe. Io a digitare sui tasti e a leggiucchiare un web che mi sembra troppo piccolo, e la bambina a saltellare come una pallina dentro la mia pancia.
La scelta di mangiare la mortadella, ieri sera, non si è rivelata vincente.  Devo ricordarmi di aggiungerla alla lista degli alimenti da esorcismo: felafel e caramelle, ad esempio.

Cara Pallina,
ormai non posso più chiamarti MrPeemp, perchè non hai il pisello. E devo dirti che scoprirlo è stato quasi uno shock: oddio, non che ci fossimo fissati,  ma io già me lo vedevo un piccolo nerd  come tuo papi, con i capelli a spazzola e la mini-polo  nera.  Invece ora dovremo immaginare la prima programmatrice donna importante nel mondo. Niente meno.
O forse anche meno, chè tanto qualunque cosa farai, basta che tu la faccia. Ma certo, se eri maschio e facevi il meccanico, magari ci davi una mano a pagare il mutuo. :)
Comunque, cara la mia Pallina, mettiamo subito in chiaro che a me il rosa fa schifo. Pensa che addirittura ho sempre pensato che mi portasse sfiga, alla pari di non pulirmi le orecchie con il cottonfioc (è scientifico, se me lo dimentico, sarà una pessima giornata).
Tra l’altro la tua cameretta è blu, e non per dispetto. Ma perchè era la camera che avevo quando vivevo da sola, due anni fa, e cassettiera e armadio sono stati riciclati sapientemente.
Comunque prometto  che non ti faremo diventare un maschiaccio, anche se papi ti insegnerà a usare l’avvitatore e a montare i mobili di Ikea, che è lo standard minimo previsto per far parte della nostra stramba famiglia del Mulino Storto.
In ogni caso, ti riporto di seguito il numero del telefono azzurro, casomai un giorno potesse servirti: 1.96.96. E’ un numero gratuito, ma a dire il vero noi non abbiamo il telefono, a casa, e quindi dovrai arrangiarti con Skype, e non so se questo numero si può chiamare. Magari bussa ai vicini per chiedere aiuto, ecco.

Un’altra cosa che devi sapere della nostra famiglia, è che a me e al papi ogni tanto piace cenare con un aperitivo. Adesso sono in crisi di astinenza da spritz e negroni, perchè sono una brava mammina scrupolosa e non bevo finchè sei nella mia pancia,  però certe sere, quando sarai nata, magari ci sentirai ridacchiare come due scemi mentre tu dormi. Ecco, tu non svegliarti. Non è che vogliamo escluderti, ma ci amiamo tanto, e abbiamo bisogno, qualche volta, di starcene un po’ per i fatti nostri.
In più considera che, a causa di questa benedetta placenta sgarruppata, non possiamo fare altro che tenerci per mano e darci bacini sulle guance… quindi, quando sarai nata, abbi compassione della nostra vita sessuale, e cerca di non sentire.

Per il resto, fai un po’ come ti pare. Imparerai presto che qui al Mulino Storto, la filosofia preferita è quella di non rompersi le palle a vicenda. Vuoi giocare? Giocherai. Vuoi leggere? Leggerai. Vuoi fare all’ammore precocemente come la tua mamma? Chiedi a papà.

Insomma: non farti problemi, Pallina. Basta che non urli, non ti butti a terra al supermercato e segui due imporanti regole, che imparerai fin da subito: si mangia quando si mangia, e si dorme quando si dorme. Ripeti con me: si mangia quando si mangia, e si dorme quando si dorme. Esatto. Guarda, è meno complicato di quanto può sembrare in apparenza.
Noi ti aiuteremo, cara Pallina, ad adattarti a queste due semplici regole, e in cambio lasceremo che tu cresca, se lo desideri, come una piccola selvaggia, o anche come una signorina a modino. Come tu vorrai, insomma.
Conoscendoci, ti accorgerai che ciò che ci realizzerà di più sarà seguire e incoraggiare le tue inclinazioni, qualunque esse siano (ecco, magari solo una cosa non riusciremo a digerire: che tu ti faccia suora. Magari se puoi evitare questo, guarda, mi fai un piacere).
Capirai che la libertà, per la nostra famiglia, è un precetto fondamentale, molto più della bellezza e del denaro, per intenderci. E scoprirai che in fondo, io e tuo papi, anche se siamo un po’ anomali e fuori dalle righe, siamo due brave persone, e ci amiamo tanto tanto, e sappiamo che insieme tutto è superabile.

Quindi, Pallina, adesso il tuo compito è vivere e nascere, senza rompere niente, là dentro, che non sia già rotto, e tenendo duro almeno almeno per altre 8-10 settimane.
Se ce la fai, prometto che non ti manderò mai in colonia estiva, che non ti obbligherò a vestirti come una bomboniera e che tratterò i tuoi morosi sempre con rispetto. Prometto anche che quando i tuoi 4 nonni si rincoglioniranno alla tua presenza, e i tuoi 3 bisnonni ti sbaveranno un po’ addosso, ti  metterò in salvo e  farò finta che devo allattarti, o cambiarti il pannolino.  E prometto anche che quando tua zia  vorrà, a un anno di vita, iniziare a farti il corredo matrimoniale, glielo impedirò con tutte le forze, bruciando il primo lenzuolo ricamato in pubblica piazza.
Insomma, cara Pallina, mi sembra che tu abbia solo da guadagnare, a darmi retta. Perchè io, qui, senza di te, non potrei più ridere.

BiTest e promesse

I risultati del test sono stati soddisfacenti, e, con mia somma gioia, non andremo oltre, evitando la temuta amniocentesi e altre cazzate simili.

Non posso dirti che fossimo sereni al 100%, ma sia io che Nex, in fondo, avevamo la sensazione che tutto sarebbe andato bene. La tua vitalità durante l’ecografia è stata, se vogliamo, per noi, la certezza che tutto procedesse bene: amore mio, tu sei esagitato! :) Abbiamo dovuto fare due ecografie, perchè eri così vivace che non si riusciva a misurarti. Puntavi i piedi sul fondo dell’utero, ti davi lo slancio e poi, facendo la ola, rimbalzavi in su, spingendo con le mani sulla parte alta dell’utero, per darti di nuovo lo slancio per scendere. Incredibile. Saltellavi da una parte all’altra come un grillo, fino all’apice della tua performance: una capriola completa, oplà, con atterraggio perfetto.

Insomma… comincio a sospettare che, quando sarai nato, ci sarà poco tempo per dormire… :)

Unica nota dolente: avrei tanto voluto dire a mio padre (tuo nonno), che così come non ha avuto una figlia perfetta, non avrà nemmeno un nipote perfetto. Le solite inutili smanie di perfezione che io non sopporto, insomma.
Ti prometto una cosa: noi non vorremo mai che tu sia perfetto. La perfezione non è reale, ricordalo. E non è un’ideale. Sii sempre felice, se non sei perfetto.

> Lunghezza vertice-sacro: 59mm
> Diametro biparietale: 22mm
> Translucenza nucale: 2.2mm

> Rischio per trisomia 21: 1/5398
> Rischio per trisomia 13/18: 1/19798