Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. [ * ]
Di mortadelle e palline
Sveglie entrambe. Io a digitare sui tasti e a leggiucchiare un web che mi sembra troppo piccolo, e la bambina a saltellare come una pallina dentro la mia pancia.
La scelta di mangiare la mortadella, ieri sera, non si è rivelata vincente. Devo ricordarmi di aggiungerla alla lista degli alimenti da esorcismo: felafel e caramelle, ad esempio.
Cara Pallina,
ormai non posso più chiamarti MrPeemp, perchè non hai il pisello. E devo dirti che scoprirlo è stato quasi uno shock: oddio, non che ci fossimo fissati, ma io già me lo vedevo un piccolo nerd come tuo papi, con i capelli a spazzola e la mini-polo nera. Invece ora dovremo immaginare la prima programmatrice donna importante nel mondo. Niente meno.
O forse anche meno, chè tanto qualunque cosa farai, basta che tu la faccia. Ma certo, se eri maschio e facevi il meccanico, magari ci davi una mano a pagare il mutuo. ![]()
Comunque, cara la mia Pallina, mettiamo subito in chiaro che a me il rosa fa schifo. Pensa che addirittura ho sempre pensato che mi portasse sfiga, alla pari di non pulirmi le orecchie con il cottonfioc (è scientifico, se me lo dimentico, sarà una pessima giornata).
Tra l’altro la tua cameretta è blu, e non per dispetto. Ma perchè era la camera che avevo quando vivevo da sola, due anni fa, e cassettiera e armadio sono stati riciclati sapientemente.
Comunque prometto che non ti faremo diventare un maschiaccio, anche se papi ti insegnerà a usare l’avvitatore e a montare i mobili di Ikea, che è lo standard minimo previsto per far parte della nostra stramba famiglia del Mulino Storto.
In ogni caso, ti riporto di seguito il numero del telefono azzurro, casomai un giorno potesse servirti: 1.96.96. E’ un numero gratuito, ma a dire il vero noi non abbiamo il telefono, a casa, e quindi dovrai arrangiarti con Skype, e non so se questo numero si può chiamare. Magari bussa ai vicini per chiedere aiuto, ecco.
Un’altra cosa che devi sapere della nostra famiglia, è che a me e al papi ogni tanto piace cenare con un aperitivo. Adesso sono in crisi di astinenza da spritz e negroni, perchè sono una brava mammina scrupolosa e non bevo finchè sei nella mia pancia, però certe sere, quando sarai nata, magari ci sentirai ridacchiare come due scemi mentre tu dormi. Ecco, tu non svegliarti. Non è che vogliamo escluderti, ma ci amiamo tanto, e abbiamo bisogno, qualche volta, di starcene un po’ per i fatti nostri.
In più considera che, a causa di questa benedetta placenta sgarruppata, non possiamo fare altro che tenerci per mano e darci bacini sulle guance… quindi, quando sarai nata, abbi compassione della nostra vita sessuale, e cerca di non sentire.
Per il resto, fai un po’ come ti pare. Imparerai presto che qui al Mulino Storto, la filosofia preferita è quella di non rompersi le palle a vicenda. Vuoi giocare? Giocherai. Vuoi leggere? Leggerai. Vuoi fare all’ammore precocemente come la tua mamma? Chiedi a papà.
Insomma: non farti problemi, Pallina. Basta che non urli, non ti butti a terra al supermercato e segui due imporanti regole, che imparerai fin da subito: si mangia quando si mangia, e si dorme quando si dorme. Ripeti con me: si mangia quando si mangia, e si dorme quando si dorme. Esatto. Guarda, è meno complicato di quanto può sembrare in apparenza.
Noi ti aiuteremo, cara Pallina, ad adattarti a queste due semplici regole, e in cambio lasceremo che tu cresca, se lo desideri, come una piccola selvaggia, o anche come una signorina a modino. Come tu vorrai, insomma.
Conoscendoci, ti accorgerai che ciò che ci realizzerà di più sarà seguire e incoraggiare le tue inclinazioni, qualunque esse siano (ecco, magari solo una cosa non riusciremo a digerire: che tu ti faccia suora. Magari se puoi evitare questo, guarda, mi fai un piacere).
Capirai che la libertà, per la nostra famiglia, è un precetto fondamentale, molto più della bellezza e del denaro, per intenderci. E scoprirai che in fondo, io e tuo papi, anche se siamo un po’ anomali e fuori dalle righe, siamo due brave persone, e ci amiamo tanto tanto, e sappiamo che insieme tutto è superabile.
Quindi, Pallina, adesso il tuo compito è vivere e nascere, senza rompere niente, là dentro, che non sia già rotto, e tenendo duro almeno almeno per altre 8-10 settimane.
Se ce la fai, prometto che non ti manderò mai in colonia estiva, che non ti obbligherò a vestirti come una bomboniera e che tratterò i tuoi morosi sempre con rispetto. Prometto anche che quando i tuoi 4 nonni si rincoglioniranno alla tua presenza, e i tuoi 3 bisnonni ti sbaveranno un po’ addosso, ti metterò in salvo e farò finta che devo allattarti, o cambiarti il pannolino. E prometto anche che quando tua zia vorrà, a un anno di vita, iniziare a farti il corredo matrimoniale, glielo impedirò con tutte le forze, bruciando il primo lenzuolo ricamato in pubblica piazza.
Insomma, cara Pallina, mi sembra che tu abbia solo da guadagnare, a darmi retta. Perchè io, qui, senza di te, non potrei più ridere.