Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. [ * ]
Stavolta ci siam cagati sotto…
Per dirla in modo fine, stavolta ci siamo proprio spaventati. Torno adesso dal Maggiore, dopo cinque interminabili giorni di ricovero. Secondo distacco di placenta. Olè.
Dafne sta bene: 1.690gr di pura felicità. Io sono distrutta, e pure il suo papino. Ma felici, anche noi.
Però vediamo di tener duro ancora almeno tre settimane, chiaro?!
Una notizia buona e una notizia meno buona
Ebbene… pare che sia FEMMINA! Non c’è ancora la certezza, ma non ci sono protuberanze, e al loro posto c’è una fessurina.
Sta bene, è perfetta, è sana… insomma: tutto bene.
Con oggi abbiamo scoperto cos’erano le mie perdite: ho un distacco di placenta e un ematoma. Quindi, di nuovo, assoluto riposo.
E poi vi ricordate quando dicevo che mi sentivo la pancia bassa? Ebbene sì, ho la placenta molto bassa, proprio sul collo dell’utero, e quindi, di nuovo, massima attenzione. Per diagnosticarmi la placenta previa mi ha detto di aspettare alla prossima eco, in cui si vedrà se grazie all’aumento dell’utero la placenta salirà verso l’alto o no.
Ecco la spiegazione tecnica:
Bisogna però precisare che il riscontro di una placenta bassa prima della 24^ settimana ha un’incidenza pari al 20-28% di tutte le gravidanze e che questa percentuale scende al 18% già subito dopo quest’epoca, per ridursi poi ulteriormente fino a valori del 3%. Il decremento è legato alla risalita (migrazione) dell’impianto placentare secondario allo sviluppo dell’utero ed al formarsi del SUI. E’ quindi per questo motivo che la diagnosi di placenta previa dovrebbe essere posta solo dopo le 26 - 28 settimane (quando si forma il SUI), fino a quel momento sarà bene continuare ad utilizzare la denominazione di placenta bassa.
Vabbè… non poteva essere tutto perfetto. Ma sono serena. Tra due giorni entro nel sesto mese, e da qui in poi per me va tutto bene. Siamo quasi in zona salvezza.
Morfologica
Oggi pomeriggio, verso le 16, abbiamo la morfologica. Ho cercato di non pensarci fino ad ora, ma pian piano l’emozione sale (o è ansia?). Spero che tu stia bene, piccolo scalciatore. E che sia in vea di mostrarci le tue pudenda per dirci se sei maschio o femmina.
La sindone
Da oggi sono ufficialmente allettata: Nex mi ha attrezzato la camera con tutti i confort, tv compresa, per cui posso alzarmi solo per brevi momenti, tipo pausa pipì, pranzo e pochissimo internet.
La mia pausa internet è di 30min, dalle 10.30 alle 11… ![]()
Dai, fatti sentire
In queste settimane sto preparando un esame terribile (dal punto di vista psicologico): pedagogia speciale.
E non si tratta nemmeno di un esame normale, visto che devo recensire un libro che parla di diversabilità, e poi fare un’approfondita analisi su me stessa, rispolverando i ricordi della prima persona diversabile incontrata nella mia vita, descrivendo le emozioni che ho provato, e come mi hanno cambiato la vita.
Prima di essere volontaria in CRI, io sono stata, da ragazzina, molti anni volontaria al Cottolengo della mia zona. Passavo lì tutti i pomeriggi della settimana, esclusi i we.
Naturale che questo mi abbia cambiata profondamente.
Solo che adesso è dura, durissima.
Adesso che sono incinta, e che vorrei pensare solo a cose felici, mi sento sopraffare dal timore, dalla nostaligia, e da un senso enorme di impotenza nei riguardi della salute di mio figlio. E’ angosciante dover trattenere il pensiero su questo esame, su queste storie bellissime e anche tremende, cercando di non sentirmi coinvolta.
Non vedo l’ora che il mio bambino si muova. Non vedo l’ora di rivederlo, e vedere di nuovo il suo cuore che batte.
Mi sento fragile, ed impotente. E non riesco a scollarmi di dosso questa paura di non poter fare niente, se non attendere con fiducia, che qualcun altro decida per noi.
La vita certe volte vive senza il nostro intervento
Ecografia, oggi. Incredibile vederti, e incredibile osservare quanto la vita si muova senza il nostro apparente intervento. Insomma, tu vivi, e cresci, e sguazzi nella mia pancia, senza che io sia direttamente coinvolta nella tua crescita.
Questo mi fa pensare che in te c’è già tutta la potenza del mondo: che tu sei un essere che raccoglie in sè tutta la storia dell’umanità, tutta l’evoluzione, tutta l’esperienza.
Sei meraviglioso, lo sai? Stai lì con le mani sugli occhi, a gambe incrociate, tronfio dei tuoi 3 centimetri e 9, saltellando qua e là a tuo piacimento… e noi ti vediamo, sappiamo già come sei, sappiamo di te cose che tu apprenderai tra tanto tempo, e che però conosci già, senza averle mai vissute. Ti amiamo, anche senza sapere se tu sai di noi, se ti curi della nostra esistenza, e se sai che esistiamo.

Continua a vivere, MrPeemp…
9 settimane e 4 giorni
Ci sono parole che aspetto di dirti da una vita. Insomma: il pensiero di te mi ha accompagnata sempre, anche quando non sapevo che avrei amato, riamata, e che poi alla fine tu saresti stato vivo davvero.
Tu sei ancora un minuscolo grumetto di cellule. Non sarai più grande di pochi centimetri. E in fondo le nostre vite, adesso, sono ancora parallele: tu forse nemmeno ti accorgi di me, e io posso sentirti solo come conseguenza di piccoli malesseri, ma non ho una reale percezione di te, di te nel mio corpo, di te nel mondo dei vivi.
Io comunque ti amo. Certe sere mi addormento con la mano sulla pancia e faccio sogni sul nostro futuro, sul momento in cui ci incontreremo davvero, e sulle mille parole che allora potrò davvero dirti.
Noi siamo qui, io e papà, a sognare di te e di noi. Ti aspettavamo, ti abbiamo voluto, e ti sentiamo già come una parte viva della nostra storia d’amore, di una storia che abbiamo voluto, e per cui abbiamo portato avanti scelte coraggiose.
Tu cerca di crescere, e di crescere bene. Noi saremo le tue coperte d’amore, e ti avvolgeremo con tutta la protezione che sappiamo, e per sempre.