Archive for the Category geek

 
 

Desktop Atom mini Itx

Finalmente ho montato il tutto!
Ho deciso che non potevo più attendere per avere il mio mini pc, così ho comprato:

da eprice:

  • motherboard D945GCLF2
  • Hard disk Momentus 5400.4 250 Gb Sata 8 Mb
  • Ram Kingston Dimm 2 Gb DDR2 800 Mhz Non-Ecc CL5 (low profile)

da cartft.com:

  • Noah Case 3988B80

Ho atteso trepidante che il tutto arrivasse, ho montato tutto in un paio di orette, come da prassi facendo triple check delle connessioni (sono programmatore, non hardwarista, quindi sono lento e impacciato e soffro a montare robe!) :-)

Ho preparato una chiavetta usb con la iso di ubuntu 8.04.1 (utilizzando l’utilissimo unetbootin)

Ho acceso… e in un’oretta ho configurato un mini ubuntu server che consuma meno di una delle due lampadine alogene sul tavolo del soggiorno (ovvero meno di 40 watt in tutto !!)

Ubuntu gira che è una bellezza, ora sto configurando samba per il file sharing e la stampante, svn per il controllo di versione, un ambiente di test per php mysql ruby e amenità varie, e tutto gira a meraviglia.

Per ora sto accedendo all’ubuntu box tramite putty dal pc windows, ma visto che consuma pochissimo e va molto più veloce di quanto mi aspettassi, comprerò un KVM per switchare dalla macchina windows premendo semplicemente un pulsante senza dover scollegare e ricollegare mouse, tastiera e monitor.

Consigliatissimo a chi vuole assemblare una macchina con 250 euro tutto compreso, con alimentatore DC-DC a efficienza elevatissima e senza ventole.
Solo il case mi è costato 120 euro, ma è bellissimo e davvero ben fatto.
Se volete spendere meno e avete più spazio, e non vi interessa di consumare di più, un qualunque case atx va bene, e si può riuscire a costruire il tutto con 180-200 euro.
Non ci gocherete a far cry, ma per navigare in internet, programmare, fare da file e print server, e robe del genere, va più che bene.
Unico neo: la ventola del chipset è un po’ rumorosa.
Ho ordinato una silenziosissima Scythe Mini Kaze che monterò non appena arriverà. Occhio però che sostituire la ventola fa decadere la garanzia sulla motherboard!

3D+Physics=reality

3D Scenegraph APIs
Computer physics engines
Due link per entrare nel fantastico mondo della programmazione 3D e degli engine di fisica.

Panda 3D, per avere tutto subito pronto, in python!

Web 3.0

Com'è che nascono le passioni? di colpo ci si incomincia ad interessare a qualcosa, ed ecco che poco a poco pensi solo più a quello, cerchi altri appassionati, cerchi di espandere la conoscenza su quell'argomento.
Internet ha reso tutto più frenetico. Può bastare un link in una pagina della wikipedia, un post su un blog trovato a caso, ed ecco che si apre un universo. Ci sono appassionati praticamente di ogni cosa che possa venire in mente.
Da un lato è bello, se penso che una volta era maledettamente più difficile raccogliere informazioni. Mi ricordo nell'82 avevo dodici anni, il demone dell'informatica si era impossessato di me, nessuno sapeva nulla e cercavo disperatamente in biblioteca, edicola, dappertutto qualunque cosa che parlasse di informatica. In edicola c'erano due riviste sull'argomento, io aspettavo che uscissero e le leggevo avidamente, e poi… nulla. Dovevo stare ad aspettare un altro mese!
Da un altro punto di vista, la massa di informazioni su qualunque argomento è talmente vasta, le informazioni valide sono talmente sommerse da spazzatura, che è disarmante districarsi in campi di cui si conosce poco.
La sindrome del click selvaggio porta a dimenticarsi persino da dove si era partiti. L'assenza di un contenitore fisico limitato (vedi libro) impedisce a volte di focalizzarsi, e si annaspa in un oceano di informazioni senza riuscire a districarsene.
Un altro fenomeno interessante è che molti sono talmente presi dal cercare informazioni su un'attività che gli interessa che non riescono più a trovare tempo per dedicarsi a quell'attività.
Paradossale, eh?

Faccio un esempio su una attività o passione, diciamo "imparare a programmare", ma potrebbe essere qualunque altra cosa hobby o attività.

Pre internet

  • ti compri un pc
  • ti compri un libro
  • inizi a smanettare

Internet (Web 1.0)

  • ti compri un pc
  • cerchi informazioni sui vari linguaggi
  • cerchi di capire quale è meglio utilizzare
  • perdi tempo a cercare info se hai fatto la scelta giusta, opinioni di guru, etc
  • il poco tempo che avanza lo dedichi a programmare

Web 2.0

  • tutto quello di prima, solo che non ti avanza neanche il poco tempo per programmare perchè devi essere attivo nel fornire contenuti (blog, forum, etc) e perchè perdi tempo abazzicare siti di social networking dove ognuno si sente scrittore e saggista.

Così senza neanche pensarci mi è venuto in mente come dovrà essere il:

Web 3.0

  • Una internet con informazioni di qualità, selezionate.
  • Una internet un po' più elitaria, con servizi a pagamento.
  • Una internet enterprise, rivolta più che altro ad aziende o a privati veramente interessati a determinati servizi o informazioni.

Perchè a pagamento? Perchè se pensate che il tempo è denaro, non vedo perchè non pagare qualcuno che faccia la scrematura delle informazioni per me, anzichè sprecare tempo a farla io. Con il passare del tempo sta aumentando enormemente il rumore a discapito del segnale, aumentano i siti non aggiornati, quelli fatti male, quelli che forniscono informazioni false, errate, incomplete, e sta diventando sempre più difficile districarsi nella giungla di informazioni.
E le informazioni saranno sempre più preziose.
Secondo me la vera rivoluzione del 3.0 sarà prorio la qualità dell'informazione e dei servizi erogati.
Come qualunque altro paradigma di informazioni non andrà a cancellare quelli precedenti, ma li integrerà: infatti usiamo ancora i libri, la radio, la televisione, e ci capita pure di scrivere a mano a volte.
Ovviamente il web 3.0 dovrà assolutamente scartare un articolo come questo, scritto di fretta dopo una giornata di lavoro, una riga dopo l'altra senza sapere dove andare a parare, senza alcuna fonte attendibile, in un blog che chissà per quanto esisterà e chi lo leggerà… :-)

SpaceNavigator

SpaceNavigator

Non l’ho ancora provato, ma mi sembra la più grossa rivoluzione nei dispositivi di input dopo il mouse e la tastiera: è lo SpaceNavigator.
Si utilizza con “l’altra” mano (ovvero la destra, se siete manicini come me) e permette la gestione di ulteriori gradi di libertà di movimento senza cliccare su menu o fare combinazioni esoteriche di tasti.
Sul sito c’è un video che spiega bene come funziona: cliccate su Panoramica in 3d dei prodotti.

import this

Si lo so che è vecchia ma mi piace molto!
Se al prompt interattivo di Python digitate

>import this

comparirà “The Zen of Python”.
Un pezzo di alta filosofia per programmatori, secondo me valida per tutti i linguaggi.

Eccolo in inglese

The Zen of Python, by Tim Peters

Beautiful is better than ugly.
Explicit is better than implicit.
Simple is better than complex.
Complex is better than complicated.
Flat is better than nested.
Sparse is better than dense.
Readability counts.
Special cases aren’t special enough to break the rules.
Although practicality beats purity.
Errors should never pass silently.
Unless explicitly silenced.
In the face of ambiguity, refuse the temptation to guess.
There should be one– and preferably only one –obvious way to do it.
Although that way may not be obvious at first unless you’re Dutch.
Now is better than never.
Although never is often better than *right* now.
If the implementation is hard to explain, it’s a bad idea.
If the implementation is easy to explain, it may be a good idea.
Namespaces are one honking great idea — let’s do more of those!

E in italiano, per chi non mastica molto l’inglese

Bello è meglio che brutto.
Esplicito è meglio che implicito.
Semplice è meglio che complesso.
Complesso è meglio che complicato.
Lineare è meglio che innestato.
Diradato è meglio che denso.
La leggibilità è importante.
I casi speciali non sono abbastanza speciali da rompere le regole.
Anche se la praticità batte la purezza.
Gli errori non dovrebbero mai passare in maniera silente.
A meno che non vengano esplicitamente resi silenti.
Di fronte ad una ambiguità, rifuggi dalla tentazione di tirare a indovinare.
Dovrebbe esserci un — e preferibilmente soltanto un — modo ovvio per fare qualcosa.
Anche se questo modo potrebbe non sembrare ovvio alla prima occhiata a meno che tu non sia olandese.
Adesso è meglio che mai.
Anche se mai è spesso meglio che *esattamente* adesso.
Se l’implementazione è difficile da spiegare, è una cattiva idea.
Se l’implementazione è facile da spiegare, potrebbe essere una buona idea.
I namespaces sono una fantastica idea — facciamone di più!
Andate anche a vedervi il modulo python\lib\this.py :-)