Archive for the Category real life

 
 

Tempus fugit

E’ passato un sacco di tempo.
Non che non abbia avuto da fare… tra lavoro, impegni familiari e incombenze varie il tempo passa senza che riesca ad accorgermene.
La lista delle cose da fare continua ad avere centinaia di attività, e sono sicuro che molte non riuscirò mai a completarle.
Il mio desiderio di trovare il distillato della semplicità in ogni cosa che faccio non sarà mai appagato, e credo che alla fine sia un bene. Ho sempre pensato che nella vita si può fare perfettamente una sola cosa, al prezzo di non riuscire a gustare nient’altro. Io provo un po’ di tutto, una specie di menu degustazione della vita, spesso mi manca la sensazione di completezza che sono sicuro che avrei potuto provare se mi fossi concentrato su una sola attività, ma se lo avessi fatto sono sicuro che mi mancherebbero tutte le altre cose che ho fatto, anche solo per provare, nel corso della mia vita.
Di cose ne ho fatte tante, ma i veri cambiamenti sono venuti da quando tre anni fa ho deciso di mollare tutto, lavoro fisso, la città in cui ero nato, la casa ideale che avevo trovato.
Mi sono licenziato, sono venuto a Bologna, ho trovato lavoro subito, ho piantato radici, mi sono mollato con la compagna di otto anni di vita, ho conosciuto Barbara che si è trasferita qui con me, abbiamo comprato casa insieme, ci siamo sposati e siamo felicemente uniti da un mutuo fino al 2041.
Il 16 dicembre poi è nata la piccola Dafne.
Ecco secondo me un figlio è, come diceva Pitigrilli, la linea sotto la quale si fanno i conti della propria vita.
Credo che d’ora in poi il tempo continuerà a scorrere sempre più velocemente, ma ci sarà una ragione di più per voler congelare certe sensazioni.
Dafne

Perchè

Credo che mi capiterà spesso di scrivere due o tre post lo stesso giorno, uno di seguito all’altro, e poi magari nulla per un po’ di giorni.
E’ che non mi va di postare dal lavoro, e spesso la sera sono pigro e non faccio che bighellonare da un blog all’altro, quindi quando mi gira riorganizzo un po’ di pensieri e li pubblico tutti in una volta.
All’inizio ero contrario a fare così, poi alla fine ho pensato che il blog è mio e posso fare un po’ quel che mi pare.
Un po’ di libertà almeno qua!
Giusto per fare un po’ di biografia sparsa, questo non è ovviamente l’unico blog che ho. Nel corso degli anni ne ho creati e mantenuti tre, e uno lo sto creando in questi giorni. In pratica qua posto quello che non mi da’ problemi che venga associato alla mia persona reale.
Non che abbia qualcosa da nascondere realmente, fondamentalmente però non mi va che un eventuale futuro datore di lavoro, o socio in affari, o chiunque faccia una ricerca su internet con il mio nome e cognome possa trovare cose strettamente personali in maniera troppo facile.
Quindi qui è un po’ come alla macchinetta del caffè in azienda: si parla di hobby, di notizie varie, di informatica, magari di politica alla leggera, ma non di cose strettamente personali.
Mi piace avere blog in cui non sia possibile legare ciò che scrivo alla mia persona reale: credo che un po’ di anonimato in rete sia meglio della psicoanalisi.
E sicuramente costa di meno.

Changes

Alcuni mesi fa incappai in un blog che mi incuriosì molto:
Programmer to Blacksmith

Continuo a seguirlo con passione.
Parla di un cambiamento di professione e di vita davvero notevole: da programmatore a fabbro!
Vivamente consigliato a chi pensa che non sia possibile cambiare vita :-)

Per iniziare

Tutto iniziò nel 1982, mi affacciavo al mondo dell’informatica con un TI994a collegato ad un televisorino in bianco e nero.
Avevo 12 anni, in edicola si trovava solo MC-microcomputer, di cui da qualche parte conservo ancora i primi numeri: pre-intel, pre-microsoft, pre-internet praticamente preistoria.
Poi il primo 8086 con due floppy che costava come un motorino, poi 386sx con 1 mega di RAM, e alla fine l’informatica divenne il mio lavoro già a 21 anni.
Nel 1995 scoprivo internet, facevo acquistare il primo modem da amici di passaggio negli Stati Uniti, per la modica cifra di 750 mila lire (più di metà del mio stipendio di allora). Era un US robotics 14.4k. Si chattava con pow-wow, non esistevano i motori di ricerca, per fare l’abbonamento ad internet dovevi andare in un ufficio in centro e firmare i moduli di persona. Dovevi dare i comandi AT al modem da console, collegarsi richiedeva conoscenze esoteriche e non conoscevo nessuno che riuscisse a scaricare files più grandi di 100k.
Era il periodo di transizione tra BBS e internet.
L’anno dopo convincevo la mia azienda a comprare modem e connessione ad internet. Costava un botto e su 300 clienti nessuno utilizzava internet o aveva un’email. Io ci credevo fortemente, l’azienda meno.
Scrissi anche un articolo che gira ancora da qualche parte, io volevo intitolarlo “l’importanza di internet per le aziende di servizi”, il mio capo disse che non andava bene perchè nessuno conosceva la parola “internet”, e uscì fuori come “l’importanza della telematica per le società di servizi”. Ora un titolo così fa un po’ ridere.
Insomma per farla breve eccomi qua, l’evoluzione continua, Google, Web 2.0, sistemi operativi online, youtube, ruby on rails, myspace, blogger, twitter… c’è sempre roba nuova, geniale e interessante da scoprire, ed io sono sempre più curioso.
Così mi sono detto: “perchè smarronare solo i colleghi alla macchinetta del caffè, gli amici o i familiari?”
Ed eccomi qua, meglio tardi che mai.