V-day

Prima non l’ha considerato nessuno, ora, seppure nella paura di agitare troppo la brace che potrebbe riaccendersi, tutti a dare consigli e sparare giudizi.
Sto parlando del V-day di Beppe Grillo. Chi dice che è una vergogna, chi dice che non ne vuole parlare, chi dice che si fregherà da solo, e bla bla bla.
A me non piace Beppe Grillo per una serie di motivi.
Non mi piace chi gli sta dietro, chi è pronto a scagliare pietre contro gli altri ma guai a toccargli il loro orticello, questo poppolino finto rivoluzionario che ha trovato dei compagni di bar con cui dire che tutto fa schifo. Una specie di estensione delle chiacchiere da aperitivo, con la possibilità però di sentirsi un po’ protagonista.
Ma ancora meno mi piace questa classe politica, questi nuovi nobili lontani dai problemi di tutti i giorni quanto lo erano i nobili prima della rivoluzione francese.
Questi nuovi nobili che vivono tra privilegi, stipendi esagerati, amicizie, bustarelle, spettacolo, trasmissioni televisive, divertimenti e ferie in barca.
Questi nuovi nobili di cui vorrei veder rotolare le teste come quelli che li hanno preceduti.
Non sarà certò il popolo dei V-day a inaugurare una nuova rivoluzione, però… vedere come si dimenano, questi politici da strapazzo, come si sforzano di far finta che milioni di persone non esistano, come disprezzano le istanze popolari, come sono miopi nel vedere che ormai non rappresentano nessuno. Vedere come questa gentaglia che dovrebbe rappresentarci rimanga spaesata dall’assistere a qualcosa che non ha saputo prevedere e non riesce a capire, mi provoca il sottile piacere che provo immaginando le facce stupite e sbigottite dei nobili e dei preti prerivoluzione mentre sentivano sfondare le porte dei loro castelli e delle loro chiese da quel popolino che per troppo tempo avevano vessato e considerato inetto.

La verità sta dove le pare

Spesso si sente dire, o si legge: “La verità sta sempre nel mezzo”.
E io mi chiedo: perchè? Esiste un teorema? una dimostrazione scientifica? una analisi statistica? Per quale motivo si deve credere ad asserzioni propinate tramite proverbi?
Ora dirò la mia: “La verità non sta mai nel mezzo”
Provate a dimostrarmi che non è vero.
Prima si dovrà dimostrare quale è il mezzo esatto tra due affermazioni, dopo di che si potrà dimostrare che la verità sta in quell’esatto mezzo.
La verità, ammesso che in qualche campo esista, starà dove le pare.
Se stesse nel mezzo sempre, non esisterebbe più la scienza. Basterebbe sparare due stronzate, che so: “da Bologna a Torino ci sono 10 chilometri”, e poi: “da Bologna a Torino ci sono 90 chilometri”, per dedurre che siccome la verità sta sempre nel mezzo, da bologna a torino ci sono cinquanta chilometri, il che mi pare che non sia vero (per fortuna).
Pensare prima di pronunciare frasi, non è male. Se giungete al punto di dire una cretinata come “la verità sta sempre nel mezzo”, significa che davvero non avete più argomenti, e sarebbe stato meglio stare zitti.
Con questa inauguro la categoria: “frasi inutili”.

Changes

Alcuni mesi fa incappai in un blog che mi incuriosì molto:
Programmer to Blacksmith

Continuo a seguirlo con passione.
Parla di un cambiamento di professione e di vita davvero notevole: da programmatore a fabbro!
Vivamente consigliato a chi pensa che non sia possibile cambiare vita :-)

Italian job

Oggi leggevo un articolo su repubblica online.

"Facile trovare un 'buon impiego' in Europa? Sì a Praga e Dublino, no a Berlino e Roma". 

Ovviamente come tutti gli articoli di Repubblica Online non è niente di originale. Utilizza il classico "Repubblica Style", ovvero:

  • prendere notizie da veri giornali o riviste online;
  • non citare mai direttamente il link originario;
  • riferire solo i dati che non mettano troppo in cattiva luce l'Italia.

Siccome però per legge e per avere una parvenza di credibilità devono citare le fonti, non è difficile reperire i dati originali. Anche se negli articoli di Repubblica non troverete mai un link o una citazione diretta del sito web da cui sono state prese le notizie, bastano poche googlate per trovare il sito originale, che in questo caso è www.urbanaudit.org.

Il progetto sembra davvero ben fatto: c'è anche un motore di ricerca con il quale si possono effettuare analisi dettagliate sui dati raccolti (basta cliccare su "rank" in cima alla pagina).

Ho effettuato qualche ricerca per vedere come si colloca l'Italia.
Ecco cosa ho rilevato:

  • Siamo un paese di disoccupati
  • Siamo un paese di vecchi
  • Siamo un paese che sta soffocando le aziende
  • Siamo un paese in cui si muore in incidenti stradali a livello da terzo mondo

Questi sono i dati, rilevati sulla selezione EU15 per il 2001 :

Tasso di disoccupazione

  • I primi tre posti sono italiani (Napoli, Palermo, Catania)
  • Sui primi dieci, 5 sono italiani.

Percentuale di popolazione sopra i 75 anni

  • Tra le prime 10 posizioni, 8 sono italiane

Numero di nuove aziende registrate

  • Tra le ultime dieci, 6 sono italiane
  • Tra le ultime 20, 15 sono italiane!

Percentuale di aziende fallite

  • Tra le prime 10, 8 sono italiane
  • Tra le prime 20, 18 sono italiane!!!

Incidenti stradali con conseguente morte o ferimento grave

  • i primi 27 posti sono italiani.

C'è da aggiungere altro?
Mi chiedo quanto a lungo l'Europa sopporterà una tale palla al piede.

Penitenziagite

La TV è spazzatura: la qualità dell'informazione è scesa a livelli talmente vergognosi che mi infastidisce anche solo tenerla accesa come sottofondo.
I telegiornali parlano solo di gossip, satira non ce n'è più, i comici credono di far ridere con gag che neanche all'asilo, frasette ripetute e rumori corporali come quando avevamo quattro anni.
Film stereotipati, telenovele, grandi fratelli, isole dei famosi, telequiz idioti in cui non conta neanche più il nozionismo o la capacità ma solo la fortuna.
Ogni pretesto è buono per andare in tv, si fa i fichi anche ai funerali, cosce tette e ostentazione di ignoranza.
L'informazione in generale è diventata spazzatura.
Le notizie sono solo più allarmi e emergenze.
Allarme valanghe, allarme cani che mordono i bimbi, allarme zingari che rubano i bimbi, allarme auto contromano (giuro, su Repubblica), allarme di qua, emergenza di la.
La cocaina è killer anche se non ha ammazzato nessuno. L'attore non è killer e non è cocainomane anche se ha ammazzato una donna con la cocaina.
Si denunciano  per atti osceni due persone che si baciano per strada, e parlamentari passano serate in alberghi di lusso con puttane di lusso e cocaina a spese nostre. E compari di merende li difendono dicendo che "la solitudine è dura".
E le pubblicità delle suonerie? Nel degrado del consumismo spinto almeno le pubblicità erano tecnicamente fatte bene: colori, luci, recitazione, storyboard. Si vedeva che c'erano soldoni e gusto, almeno dal punto di vista tecnico. Ora neanche più quello. Dei trogloditi su sfondi in croma key dicono frasi sconnesse rivolti a deficienti come loro che ordinano servizi inutili dal telefono di nonni e genitori.
Eppure non mi stupisco.
Perchè la trasmissione più vista è "cultura moderna".
I film che incassano di più sono "Vacanze di Natale" di Boldi e DeSica.
Rimini è piena di polli da batteria a 50 euro tutto compreso in casermoni di 12 piani.
Le pubblicità delle suonerie costano milionate, e se le fanno è perchè ci rientrano.
I centri commerciali pullulano, si dice che certa gente ci viva proprio dentro.
Non sono mai stato così contento di far parte della minoranza, e di sentirmi spesso un disadattato.
Sono sollevato dal non essermi adattato al degrado generale, alla prevalenza del brutto, all'orgoglio dell'ignoranza.