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	<title>NexNova &#187; digital thoughts</title>
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	<description>Tracce nella rete</description>
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		<title>Web services</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 21:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nex</dc:creator>
				<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[digital thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[programming]]></category>

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		<description><![CDATA[Che ho fatto negli ultimi sei mesi?
Beh devo ammettere che veder crescere una figlia è una bella occupazione!
Ciononostante nei ritagli di tempo mi sono documentato su un po&#8217; di cose interessanti. Ultime in ordine temporale: cloud computing, web services, online storage, Amazon s3, google app engine.
Ho scaricato l&#8217;sdk di google app engine e ci sto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ho fatto negli ultimi sei mesi?<br />
Beh devo ammettere che veder crescere una figlia è una bella occupazione!<br />
Ciononostante nei ritagli di tempo mi sono documentato su un po&#8217; di cose interessanti. Ultime in ordine temporale: cloud computing, web services, online storage, Amazon s3, google app engine.<br />
Ho scaricato l&#8217;sdk di google app engine e ci sto un po&#8217; giocando, mi sono fatto un account su amazon web services (aws), sto usando jungle disk per backuppare i miei dati.<br />
Il fatto di avere online una copia dei dati importanti mi fa stare tranquillo: certo, uno può sempre usare un hard disk esterno, ma per la massima sicurezza è meglio che una copia dei dati stia geograficamente lontana da tutte le altre copie.<br />
Amazon s3 offre storage a bassissimo costo e altissima affidabilità, e le api sono molto semplici ed intuitive da usare, una volta compresi i concetti fondamentali.<br />
A differenza di google app engine, AWS offre molta libertà agli sviluppatori: la sua politica è di fornire agli svilupatori una serie di mattoncini ben definiti e semplici da usare.<br />
Google app engine invece mi sembra più &#8220;proprietario&#8221;, però è molto più semplice vedere la propria applicazione up and running in pochi minuti. E poi il linguaggio utilizzato è python, quindi è divertente.<br />
Che scegliere?<br />
Se dovessi sviluppare un&#8217;applicazione completa e di livello enterprise, sicuramente utilizzerei AWS, mentre per divertirmi e &#8220;spippolare&#8221; un po&#8217; per capirci qualcosa di web services, online storage, cloud computing e compagnia bella mi butterei su google app engine, che tra l&#8217;altro per ora è gratis.<br />
quello che manca è solo il tempo, tant&#8217;è che ho scritto così di fretta che non ho messo neanche un link e se vi interessa qualcosa di quello che ho scritto vi tocca copiare e incollare su wikipedia per avere maggiori informazioni <img src='http://www.nexnova.net/links/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Il paradosso della protezione dei contenuti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 19:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nex</dc:creator>
				<category><![CDATA[digital thoughts]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando esiste il formato digitale per la memorizzazione delle informazioni, si &#232; posto il problema di limitare le copie non autorizzate. Con il passare del tempo i metodi di copia sono diventati sempre pi&#249; semplici e meno costosi, e le aziende detentrici di copyright si sono ingegnate nell&#39;inventare i pi&#249; disparati sistemi anticopia, nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando esiste il formato digitale per la memorizzazione delle informazioni, si &egrave; posto il problema di limitare le copie non autorizzate.<br /> Con il passare del tempo i metodi di copia sono diventati sempre pi&ugrave; semplici e meno costosi, e le aziende detentrici di copyright si sono ingegnate nell&#39;inventare i pi&ugrave; disparati sistemi anticopia, nella speranza di limitare il fenomeno delle copie illegali.<br /> Dopo anni di queste politiche, a mio parere il fallimento &egrave; totale.<br /> Di seguito riporto alcuni esempi.</p>
<ul>
<li>Compro un cd: il mio lettore stereo si rifiuta di leggerlo. Provo sul pc, che invece lo legge. Ne faccio quindi una copia (senza alcun problema), e il mio lettore riesce a leggere la copia. Cos&igrave; ho un cd originale che posso ascoltare solo in copia.</li>
</ul>
<ul>
<li>Affitto dvd in videoteca: sempre pi&ugrave; spesso, ultimamente, ci sono dei problemi di lettura (dovuti ai sistemi antipirateria?). Inoltre devo sorbirimi ogni volta, IO che lo affitto o che lo compro originale, il filmato che parte in automatico e mi avvisa di quanto &egrave; brutto e criminale copiare.</li>
</ul>
<ul>
<li>Tento di copiare i brani legalmente acquistati in qualche music store online, per poterli ascoltare su qualche altro supporto, e mi &egrave; impossibile. Il sistema di controllo dei contenuti digitali non permette la copia.</li>
</ul>
<ul>
<li>Tento di registrare un software e mi si profila una tiritera burocratica che sinceramente non ho voglia n&egrave; tempo di fare.</li>
</ul>
<ul>
<li>E&#39; difficile trasportare da un pc all&#39;altro (non per averne due copie, ma perch&egrave; uno si &egrave; rotto) le applicazioni regolarmente acquistate.</li>
</ul>
<p> E di esempi cos&igrave; ce ne sarebbero un sacco.</p>
<p> In pratica &egrave; pi&ugrave; difficile e pi&ugrave; scomodo utilizzare un bene originale e legalmente acquistato, che non uno piratato!<br /> In quanto consumatore pagante vorrei che avvenisse il contrario, invece.<br /> Non mi va di comprare CD che non funzionano bene perch&egrave; hanno messo dispositivi anticopia incompatibili con il mio lettore.<br /> Non mi va di comprare DVD che partono con un video evidentemente non diretto a me.<br /> Non mi va di passare giornate a fornire dati personali, a far telefonate, a parlare con uffici commerciali per usare un software che ho pagato.<br /> Mentre quelli intorno a me che non hanno mai comprato un cd, un dvd, un software originali, utilizzano tutto tranquillamente senza problemi di sorta!</p>
<p> Il paradosso delle protezioni sui contenuti digitali &egrave; questo:</p>
<p> <em>Chi utilizza contenuti piratati, cracckati o copiati illegalmente, non ha alcun problema e ha un prodotto migliore.<br /> Chi utilizza prodotti originali, comprati regolarmente, deve sorbirsi tutte le inutili procedure e protezioni.<br /> Coseguenza: chi paga riceve il trattamento peggiore.<br /> </em><br /> Come risolvere quindi il problema? Ecco le mie proposte.</p>
<p> <strong>1. eliminare qualsiasi tipo di protezione da qualunque contenuto digitale.</strong><br /> E&#39; ormai appurato che il contenuto sprotetto esce sul mercato PRIMA di quello ufficiale protetto. Qualunque meccanismo anticopia &egrave; INUTILE. punto.</p>
<p> <strong>2. Abbassare i prezzi.</strong><br /> 60 euro per un gioco wii, ps3 o xbox &egrave; troppo. 20 euro per un cd o per un dvd &egrave; troppo. Le aziende dovrebbero ricalcolare bene il punto di pareggio, ne ricaverebbero interessanti conclusioni.</p>
<p> <strong>3. offrire davvero qualcosa in pi&ugrave; agli utenti registrati.</strong><br /> Servizio di assistenza, helpdesk che funzioni davvero, manuali cartacei spediti a casa, gadget in pi&ugrave; per chi compra originale, etc.<br /> In pratica, care aziende produttrici di contenuti, &egrave; finita l&#39;epoca delle vacche esageratamente grasse. Dovete diventare come tutte le altre aziende, che vengono pagate per qualcosa che FANNO, non perch&egrave; la legge permette loro di avere macchinette stampasoldi brevettando idee.</p>
<p> <strong>4. Pretendere il pagamento solo da chi &egrave; controllabile e ricava lucro dall&#39;utilizzo, e punire le aziende e i professionisti che violano il diritto d&#39;autore.</strong><br /> A che serve perseguire un ragazzino che impara a usare Photoshop o Autocad? tanto non lo potrebbe mai comprare! Penso che sarebbe saggio diffondere i propri software con limitazioni esclusivamente contrattuali. Inoltre ogni ragazzo che impara ad usare Delphi, Visual basic, Autocad o Mathematica &egrave; un potenziale futuro acquirente nel momento in cui entrer&agrave; nel mondo del lavoro!</p>
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