Com'è che nascono le passioni? di colpo ci si incomincia ad interessare a qualcosa, ed ecco che poco a poco pensi solo più a quello, cerchi altri appassionati, cerchi di espandere la conoscenza su quell'argomento.
Internet ha reso tutto più frenetico. Può bastare un link in una pagina della wikipedia, un post su un blog trovato a caso, ed ecco che si apre un universo. Ci sono appassionati praticamente di ogni cosa che possa venire in mente.
Da un lato è bello, se penso che una volta era maledettamente più difficile raccogliere informazioni. Mi ricordo nell'82 avevo dodici anni, il demone dell'informatica si era impossessato di me, nessuno sapeva nulla e cercavo disperatamente in biblioteca, edicola, dappertutto qualunque cosa che parlasse di informatica. In edicola c'erano due riviste sull'argomento, io aspettavo che uscissero e le leggevo avidamente, e poi… nulla. Dovevo stare ad aspettare un altro mese!
Da un altro punto di vista, la massa di informazioni su qualunque argomento è talmente vasta, le informazioni valide sono talmente sommerse da spazzatura, che è disarmante districarsi in campi di cui si conosce poco.
La sindrome del click selvaggio porta a dimenticarsi persino da dove si era partiti. L'assenza di un contenitore fisico limitato (vedi libro) impedisce a volte di focalizzarsi, e si annaspa in un oceano di informazioni senza riuscire a districarsene.
Un altro fenomeno interessante è che molti sono talmente presi dal cercare informazioni su un'attività che gli interessa che non riescono più a trovare tempo per dedicarsi a quell'attività.
Paradossale, eh?
Faccio un esempio su una attività o passione, diciamo "imparare a programmare", ma potrebbe essere qualunque altra cosa hobby o attività.
Pre internet
- ti compri un pc
- ti compri un libro
- inizi a smanettare
Internet (Web 1.0)
- ti compri un pc
- cerchi informazioni sui vari linguaggi
- cerchi di capire quale è meglio utilizzare
- perdi tempo a cercare info se hai fatto la scelta giusta, opinioni di guru, etc
- il poco tempo che avanza lo dedichi a programmare
Web 2.0
- tutto quello di prima, solo che non ti avanza neanche il poco tempo per programmare perchè devi essere attivo nel fornire contenuti (blog, forum, etc) e perchè perdi tempo abazzicare siti di social networking dove ognuno si sente scrittore e saggista.
Così senza neanche pensarci mi è venuto in mente come dovrà essere il:
Web 3.0
- Una internet con informazioni di qualità, selezionate.
- Una internet un po' più elitaria, con servizi a pagamento.
- Una internet enterprise, rivolta più che altro ad aziende o a privati veramente interessati a determinati servizi o informazioni.
Perchè a pagamento? Perchè se pensate che il tempo è denaro, non vedo perchè non pagare qualcuno che faccia la scrematura delle informazioni per me, anzichè sprecare tempo a farla io. Con il passare del tempo sta aumentando enormemente il rumore a discapito del segnale, aumentano i siti non aggiornati, quelli fatti male, quelli che forniscono informazioni false, errate, incomplete, e sta diventando sempre più difficile districarsi nella giungla di informazioni.
E le informazioni saranno sempre più preziose.
Secondo me la vera rivoluzione del 3.0 sarà prorio la qualità dell'informazione e dei servizi erogati.
Come qualunque altro paradigma di informazioni non andrà a cancellare quelli precedenti, ma li integrerà: infatti usiamo ancora i libri, la radio, la televisione, e ci capita pure di scrivere a mano a volte.
Ovviamente il web 3.0 dovrà assolutamente scartare un articolo come questo, scritto di fretta dopo una giornata di lavoro, una riga dopo l'altra senza sapere dove andare a parare, senza alcuna fonte attendibile, in un blog che chissà per quanto esisterà e chi lo leggerà…