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	<title>NexNova &#187; italian startups</title>
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	<description>Tracce nella rete</description>
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		<title>Doing business</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 14:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nex</dc:creator>
				<category><![CDATA[italian startups]]></category>

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		<description><![CDATA[La banca mondiale gestisce statistiche sulla facilit&#224; di aprire e gestire un&#39;impresa in vari posti del mondo. Le potete trovare su www.doingbusiness.org. L&#39;Italia &#232; all&#39;82&#176; posto, ultima in Europa se si escludono la Grecia, alcuni stati nati dalla suddivisione della ex Jugoslavia e alcune delle neo repubbliche baltiche. Ultima tra i paesi del G8. Ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La banca mondiale gestisce statistiche sulla facilit&agrave; di aprire e gestire un&#39;impresa in vari posti del mondo. Le potete trovare su <a href="http://www.doingbusiness.org/" target="_blank" title="www.doingbusiness.org">www.doingbusiness.org.</a><a href="http://www.doingbusiness.org/" target="_blank" title="www.doingbusiness.org"></a><br /> L&#39;Italia &egrave; all&#39;82&deg; posto, ultima in Europa se si escludono la Grecia, alcuni stati nati dalla suddivisione della ex Jugoslavia e alcune delle neo repubbliche baltiche.<br /> Ultima tra i paesi del G8.<br /> Ultima tra i paesi considerati civilizzati.<br /> Ultima tra quelli che non hanno avuto guerre, dittature, invasioni da mezzo secolo.<br /> Quindi se state provando ad aprire un&#39;attivit&agrave;, se non ce la fate con tasse, balzelli, carte bollate, corsi, multe, e via dicendo, non siete sfigati o perseguitati: E&#39; proprio il sistema impresa italiano che &egrave; marcio.<br /> Se volete farci due risate sopra, per consolarvi se vi siete gi&agrave; imbarcati nell&#39;impresa, per desistere se avete intenzione di iniziare, c&#39;&egrave; un libro che ho appena finito di leggere: <strong>&quot;Volevo solo vendere la pizza&quot;</strong>, di Luigi Furini. Sono le disavventure di un piccolo imprenditore che vuole aprire una rivendita di pizza al taglio, e che cerca di farlo onestamente. Ovviamente non ce la far&agrave;.<br /> Se lo leggete avrete sicuramente dei deja vue, vostri o di persone che conoscete.<br /> Forse &egrave; per questo che non nascono startup in Italia?</p>
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		<title>Il gusto di far bene le cose</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 11:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nex</dc:creator>
				<category><![CDATA[dev philosophy]]></category>
		<category><![CDATA[italian startups]]></category>

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		<description><![CDATA[La qualità senza nome è un bellissimo post di antirez che esprime una filosofia che ho sempre condiviso.
La filosofia  per cui si cerca la semplicità e la bellezza, quella per cui si fanno le cose bene per una spinta interiore che punta a ricercare la qualità e non per fare soldi, quella per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antirez.com/post/qualita-senza-nome.html" target="_blank">La qualità senza nome</a> è un bellissimo post di antirez che esprime una filosofia che ho sempre condiviso.<br />
La filosofia  per cui si cerca la semplicità e la bellezza, quella per cui si fanno le cose bene per una spinta interiore che punta a ricercare la qualità e non per fare soldi, quella per cui ciò che si produce è espressione di se stessi e della voglia di creare.<br />
Leggendolo mi è venuto in mente un altro articolo di Baricco su Renzo Piano e la nuova Morgan Library a New York: <a href="http://www.oceanomare.com/ipsescripsit/articoli_letteratura/morganlibrary_ny.htm">Nel ventre di Manhattan la memoria dell&#8217;Occidente</a>.</p>
<p><em>&#8220;E&#8217; il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante&#8221;</em><br />
[da "IL PICCOLO PRINCIPE" di Antoine de Saint-Exupery]</p>
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		<title>Italian startups</title>
		<link>http://www.nexnova.net/links/2007/06/14/italian-startups/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 18:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nex</dc:creator>
				<category><![CDATA[italian startups]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul perchè il 90% delle startup nasca negli USA, e in particolare nella Silicon Valley, c&#8217;è un bellissimo saggio di Paul Graham: &#8220;Why startups condense in America&#8221;, che consiglio vivamente di leggere, come tutti gli altri suoi saggi.
Sul perchè in Italia di startup non ne nascano proprio, ci sarebbe da fare un altro saggio.
Colpa dell&#8217;eccessiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul perchè il 90% delle startup nasca negli USA, e in particolare nella Silicon Valley, c&#8217;è un bellissimo saggio di Paul Graham: <a href="http://www.paulgraham.com/america.html">&#8220;Why startups condense in America&#8221;</a>, che consiglio vivamente di leggere, come tutti gli altri suoi saggi.</p>
<p>Sul perchè in Italia di startup non ne nascano proprio, ci sarebbe da fare un altro saggio.</p>
<p>Colpa dell&#8217;eccessiva tassazione, del sistema impresa ormai marcio, delle banche che prestano con fatica, degli enti pubblici e privati che non pagano o che hanno l&#8217;abitudine di pagare a 90 &#8211; 120 &#8211; 180 giorni.</p>
<p>Aprire un&#8217;azienda in Italia costa qualche migliaio di euro solo di spese e tasse, richiede più di un mese e innumerevoli procedure burocratiche. Si pagano tasse prima ancora di incassare, multe, si è soggetti a &#8220;studi del settore&#8221;, ci va un commercialista fisso che si districhi nei meandri della burocrazia e della legge.</p>
<p>Sinceramente passa la voglia.</p>
<p>E infatti l&#8217;associazione dei termini &#8220;startup &#8211; italian&#8221; è poco più comune che &#8220;cozze &#8211; marmellata&#8221;.</p>
<p>Nella Wikipedia il termine &#8220;startup&#8221; c&#8217;è in inglese, esperanto, tedesco, francese, ebraico, ma non in italiano.</p>
<p>Se cercate con Google &#8220;italian startups&#8221;, vi appare il soggerimento: &#8220;do you mean italian starters&#8221;? <sup style="font-weight: bold">(1)</sup></p>
<p>Questa la dice lunga su come siamo messi a livello internazionale.</p>
<p>Succede quindi che chiunque abbia un&#8217;idea buona e un po&#8217; di coraggio se ne va negli USA, in Germania, in Spagna, in Irlanda o Inghilterra, in Nord Europa, dove è più facile trovare finanziatori, dove i clienti pagano, dove le tasse le paghi quando inizi a guadagnare, dove non è richiesto perdere giornate tra uffici e camera di commercio anzichè al pc a lavorare.</p>
<p>Qui in Italia rimangono gli amici degli amici, quelli che il papà conosce tutti, quelli che lo zio è senatore, quelli che il nonno è notaio, quelli che hanno ereditato l&#8217;impresa. Quelli che possono stare i primi mesi o anni senza veder entrare un euro mentre pagano tasse, stipendi, spese. Quelli insomma che hanno già le spalle coperte.</p>
<p>Ciò nonostante qualcuno ci prova ancora, nutro per loro profonda ammirazione e ho deciso di creare questa nuova categoria proprio per parlare delle nuove aziende (principalmente nel campo dell&#8217;IT) che decidono di aprire i battenti in Italia.</p>
<p>Di quello 0,0001 per cento che sfugge alle statistiche.</p>
<p>E mi piacerebbe vedere che qualcuno ce l&#8217;ha fatta, mettendoci solo buone idee, capacità, volontà, determinazione e non amicizie, favoritismi e nepotismo.</p>
<p><sup style="font-weight: bold">(1)</sup> Ovvero: &#8220;volevi dire antipasti italiani?&#8221; (Spero che<br />
nessun visitatore straniero associ &#8220;italian starters&#8221; con &#8220;cozze marmellata&#8221;&#8230;  <img src='http://www.nexnova.net/links/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
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